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Tenuta di Ricavo

 

cenni storici

Il nome "Ricavo" deriva dal latino "Rivus Cavus" (letto del fiume).
Si tratta di un nome ricorrente in Toscana, ma dal punto di vista, sia storico che economico, la località di Ricavo nei pressi di Castellina in Chianti è certamente la più importante.

La Tenuta Ricavo, è citata per la prima volta in un documento notarile (tra la documentazione dell'Abbazia di Passignano) datato marzo 994.

Nell'anno 1043 Ricavo era di proprietà del Conte Landolfo di Piancaldoli, che lo trasferì assieme ad altri possedimenti ai Degli Uberti come dono di nozze. Alla stessa epoca è fatta risalire anche la chiesa intitolata a San Giusto.
Più tardi Ricavo entrò a far parte dei feudi che i conti Guidi ereditarono da Federico I, Enrico VI e Federico II di Hohenstaufen.

 

Nel 1774 San Giusto di Ricavo apparteneva ad un “Terzo”, così venivano chiamati i distretti del circondario del Chianti di Castellina.

Nel 1833 veniva riportata una popolazione di 87 abitanti e la località costituiva parrocchia indipendente, appartenente al capitolato di San Donato al Poggio e quindi alla diocesi di Firenze.
Amministrativamente, invece, la comunità dipendeva da Siena.

Nel 1901 la Parrocchia di Ricavo contava 126 anime e la principale attività economica era la viticoltura.

Ricavo rimase borgo rurale fino al dopo guerra; poi, progressivamente, i contadini, che vi abitavano, lo abbandonarono per trasferirsi in città.

Nel frattempo, nel 1947 Ricavo era divenuto proprietà della famiglia Scotoni, che inizialmente trasformò il borgo in residenza privata ma già a partire dal 1955 iniziò ad accogliere i primi ospiti.

 

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